I SOCIALISTI FRANCESI, COME AMPIAMENTE PREVISTO, ALLA PRIMA OCCASIONE VOTANO CON I PARTITI BORGHESI REAZIONARI
Lo scorso diciotto luglio scrivevamo che, appena giunti i risultati definitivi delle elezioni politiche in Francia, il Parti Socialiste (Ps) aveva subito cominciato a ricattare il resto del cartello denominato Nouveau Front Populaire (Nfp) pur di avere le poltrone più importanti all’Assemblée Nationale.
Olivier Faure, le chef du Ps
Nel caso in cui il resto della coalizione non avesse ceduto alle pressioni, costoro avrebbero ricostruito il dialogo con i deputati macronisti: la storia si è incaricata di eliminare da sola il problema, poiché il Presidente della Repubblica francese ha trovato il modo di tradire l’esito del voto.
Ha consegnato le chiavi del Governo al gollista François Bayrou che ha trovato l’amalgama giusta per ottenere la fiducia dalla maggioranza dei deputati presenti in Aula, escludendo sia l’estrema destra fascista di Marion Anne Perrine Le Pen, detta Marine, sia il cartello a guida trotzkista.
L’edizione telematica di venerdì diciassette gennaio del quotidiano revanscista italiano Secolo d’Italia informa, tramite un pezzo firmato da tale Alice Carrazza, i suoi – certamente ben pochi, per fortuna – lettori sul fatto che i ricattatori di cui sopra hanno dato seguito al loro avvertimento.
Il Parlamento transalpino ha bocciato una richiesta di censura al Primo Ministro presentata dal Nfp: 131 sono stati i voti favorevoli, meno della metà di quelli necessari (288), e gli epigoni di François Mitterrand si sono schierati dalla parte sbagliata della barricata, negando il loro assenso.
Olivier Faure, capo dei socialisti, ha dichiarato, nel patetico tentativo di giustificarsi: «Non pratichiamo la politica del peggio, perché essa conduce alla peggiore delle politiche: l’ascesa dell’estrema destra», per poi avvertire che comunque «il voto di sfiducia resta possibile in ogni momento».
E’ del tutto evidente che quest’ultima dichiarazione è propedeutica al mantenimento del piede in due scarpe: da una parte, infatti, si puntella un governo apertamente reazionario, dall’altra si cerca di tenere aperto un canale con il resto del Nfp che, a questo punto, dovrebbe escludere il Ps da qualunque accordo, presente o futuro.
Bosio (Al), 24 gennaio 2025
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
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